Sense8: un pilot magnetico

Che la Netflix fosse specializzata in piccoli capolavori lo sapevamo già (“House of Cards” e “Orange Is The New Black” sono solo pochi esempi della magnifica produzione di questo network), ma che riuscisse ad oscurare serie molto più famose con solamente un pilot è assolutamente incredibile. Anche se sappiamo di non poter parlare di pilot in senso stretto, quando ci riferiamo alla Netflix: la loro politica di episodi online e disponibili in ogni momento sconvolge un po’ il nostro modo di approcciarci ad una nuova serie ma posso dire, con assoluta certezza, che non ne diminuirà il successo (che ha già un numero spropositato di download illegali, giusto a misurare la sua portata).

Già dai primi 7 minuti, Sense8 si dimostra basato su un’idea geniale (non per niente parliamo di Lana e Andy Wachowsky, ideatori della saga di Matrix): 8 persone sono collegate tra loro per qualche sconosciuto motivo. Persone provenienti da ogni angolo della Terra, da Chicago a Nairobi, si trovano improvvisamente connesse in sentimenti ed emozioni, legati da una sola persona, Angelica. La donna appare proprio nei primi 7 minuti dell’episodio (della durata di ben 60 minuti), “dando alla luce”, metaforicamente, queste 8 persone (dunque la connessione tra loro), le quali la conosceranno solamente attraverso delle visioni o dei sogni. Angelica, dopo aver compiuto la sua missione, si suicida, poco prima che una squadra, capitanata da uomo anziano, irrompa per (probabilmente) catturarla. 

Ma diamo un’occhiata ai “sensates”:

  • Will, un poliziotto di Chicago, interpretato da Brian J Smith (visto in Gossip Girl). Vede Angelica per la prima volta in sogno. Sente una forte musica da discoteca, ma è solo nella sua testa.
  • Riley, una DJ di Londra, con qualche problema di droga. E’ sua la musica che Will sente di notte.
  • Nomi, una blogger transessuale che vive a San Francisco, insieme alla sua compagna, interpretata da Freema Agyeman (Martha in Doctor Who).
  • Lito, un attore messicano con un segreto inconfessabile.
  • Sun Bak, una donna d’affari di Seul.
  • Kala, una farmacista di Mumbai che sta per contrarre un matrimonio non d’amore.
  • Capheus, un simpatico autista di bus a Nairobi che cerca disperatamente di far soldi per aiutare la mamma malata.
  • Wolfgang, un hacker di Berlino con degli evidenti problemi irrisolti con il padre, il cui funerale vediamo proprio in questo episodio.

E’ ancora presto per sbilanciarsi su questa serie (anche se, a mio parere, si tratta di una delle migliori produzioni Netflix), ma non possiamo non ammettere che è stato realmente un episodio “magnetico”. Nonostante non durasse poco, mi ha tenuta incollata allo schermo. Potrebbe essere un po’ lento per alcuni: spesso si dilunga su aspetti della vita dei sensates che ci sembrano inutili o di poca importanza, ma è uno degli aspetti più particolari di questa serie, che si basa completamente sulle connessioni mentali tra queste persone. Sicuramente richiede una buona dose di pazienza da parte dello spettatore, in quanto il “mistero” non sarà sicuramente svelato nei prossimi episodi, ma l’attesa verrà sicuramente ricompensata con qualche colpo di scena epico. Per il momento è un piacere guardarla anche solamente per il montaggio eccezionale, che ci trasmette esattamente quello che sentono i sensates: una connessione profonda, spirituale, che si interseca in ogni aspetto della vita. La capacità con la quale i Wachowskis sono riusciti a mostrarci tutti questi luoghi diversi, questi caratteri diversi, queste emozioni diverse, donando loro unità e compattezza è impressionante.

Insomma, assolutamente un telefilm consigliatissimo. Mi raccomando, concentratevi, perchè potreste facilmente perdere il filo!

Ringraziamento speciale alla pagina : Netflix Italia

 

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Sense8: un pilot magnetico
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