Recensione iZombie 1×01 “Pilot”

Dal creatore di “Veronica Mars” ha preso vita una serie tv tutta nuova, mandata in onda dalla CW (che sappiamo specializzata nel sovrannaturale), “IZombie”. Appena ne sono venuta a conoscenza, in autunno, ho deciso di occuparmene. E non sono stata assolutamente delusa! Brillante, originale e divertente, questa serie ha fatto 2,3 milioni di telespettatori complessivi, ottimo numero per un pilot. Ma passiamo ad analizzare la primissima puntata di questo fenomeno televisivo.

La nostra protagonista è Olivia “Liv” Moore, una ragazza normalissima. Un medico ottimo e una fidanzata modello che, per una sola sera, cede ad un invito ad una festa. Questa festa è l’inizio della nostra storia. Infatti, è proprio durante questo party che si trasformerà in uno zombie, in una non-morta, a causa di quella che viene descritta come “un’epidemia zombie”. Cosa che viene coperta sotto ad una specie di rissa tra ubriachi che ha fatto molte vittime. La storia si sposta 5 mesi dopo, e troviamo la vita della nostra protagonista completamente distrutta da questo avvenimento: ha rotto il fidanzamento con quello che ci sembra un uomo adorabile e innamorato, ha cambiato mestiere, cominciando a lavorare in obitorio, ma, cosa più importante, non sa cosa fare della sua vita; sente di aver perso uno scopo, una ragione di “vita”. Insomma, è un relitto “umano” che mangia patatine davanti alla TV. Nonostante questo, nessuno sa cosa le è accaduto, anche se è diventata pallida, fredda e con delle occhiaie che fanno concorrenza al Conte Dracula.

Scopriamo anche un’altra cosa di lei, ossia che lavora in obitorio per un motivo ben preciso: per mangiare cervelli, ovviamente! Come ogni zombie che si rispetti, un bel cervello fresco è quello che ci vuole per iniziare la giornata con il piede giusto! Se non che il suo capo la coglie sul fatto. Vi aspetterete una reazione umana quale urla e strepiti, ma l’uomo rivela di averlo sempre sospettato e, invece di chiuderla nella cella frigorifera, consegnarla alle autorità o buttarla dalla finestra, le comincia a fare delle analisi, nella speranza di trovare una cura.

E qui entra in scena un terzo personaggio, ossia il Detective Clive che sta cercando l’assassino della donna alla quale Liv ha mangiucchiato il cervello. La nostra zombie ha una visione, proprio in quel momento, sul passato della morta e informa il Detective di quello che ha “percepito” su di lei. Ne avrà anche un’altra, più in là, nella quale si vedrà il volto dell’ipotetico assassino: Johnny Frost, l’uomo del meteo sul Canale 11. Insieme al detective andranno ad interrogarlo, scoprendo così che Tatiana (così si chiama la vittima) altro non era che una squillo e che Johnny Frost era un suo cliente, ma non il suo assassino. Viscido sì, ma non criminale, insomma.

Andranno a parlare poi con Tess, amica e collega di Tatiana, e qui Liv scopre un’altra particolarità della sua “dote”: avendo mangiato il cervello di quella donna non solo riesce a vedere i suoi ricordi, ma riesce anche a parlare la sua lingua, ossia il rumeno. Alchè Liv ha un’altra visione: Tatiana che viene uccisa da un uomo del quale non si vede il volto ma che parla di un anello rubato.

Ma di chi può essere questo anello rubato? Attraverso vari indizi (tra i quali “porco con la barba”) il detective capisce che l’assassino è il detective Pratt, ossia colui che gli ha soffiato il caso 10 minuti prima. Insieme a Liv lo trovano, e con lui ci sono Monica e Tess, le colleghe di Tatiana, legate ad una sedia, torturate da Pratt. E’ Liv a salvare la situazione: con uno scatto degno di uno zombie alla “The Walking Dead” ai tempi belli, la ragazza fa schiantare la macchina dell’uomo, che muore, ma prima si becca un proiettile che, ovviamente non la uccide. Lei è già bella che morta.

E così che Liv trova una nuova ragione di (non)vita: salvare la vita alla gente ma in un modo tutto nuovo, aiutando la polizia e collaborando con la giustizia; riesce finalmente a trovare la pace, a dormire di nuovo, anche se la puntata finisce con una nuova visione di qualcun’altro… lo scopriremo alla prossima puntata!

Piccola nota d’onore alla sigla (ma anche alla serie in generale), fatta a mo’ di fumetto… cosa molto carina e particolare che ci accompagna per tutto l’episodio, spiegandoci ogni passaggio. La serie è, infatti, un adattamento dell’omonimo fumetto scritto da Chris Roberson e Michael Allred.

Una serie del tutto nuovo, ricca di humor e di autoironia (quella di Liv, che è davvero un “badass“, come lei stessa dice) che ci piace parecchio e quindi continueremo sicuramente a seguirla, aspettandoci sempre di meglio.