Recensione – Hannibal 3×13 “The Wrath of The Lamb” (Season/Series Finale)

Per scrivere di questa puntata non so assolutamente da che parte iniziare, ma mi sembra doveroso cominciare dal titolo, ossia questa ambiguità tra “season” e “series”. Sì, perchè nessuno sa realmente quale sarà il destino di questo magnifico telefilm: per la NBC è un definitivo “series finale”, ma per gli scrittori è un “season finale”. Il problema è Amazon e i suoi diritti e i suoi avvocati e la sua sete di soldi e potere. Hanno un contratto firmato fino al 2017 che, per ora, non hanno intenzione di cedere… fatto sta che, per me, la serie può dirsi conclusa qui. Con tutti gli onori. Ma partiamo a vedere cos’è successo!

Ci eravamo lasciati con Reba nelle grinfie del Great Red Dragon, solo che Francis, a quanto pare, riesce a trovare uno scampolo di luce tutto per lui. Prima da a Reba la possibilità di mostrarsi fedele a lui ma, quando la donna non lo fa, decide di darle fuoco. Premetto che, essendo l’ultimo episodio, mi permetto per la prima volta, di fare qualche minimo accenno al libro. Insomma, alla fine Francis prevale sul Drago e, per salvare la donna amata, si spara in faccia con un bel fucile a canne mozze, assicurandosi che Reba possa testimoniarlo anche se cieca.

Din Don, la Fatina dei Denti è morta. E invece no, ma chi ha letto il libro non ha avuto nessuna grande sorpresa.

Francis sta meglio di Jack, Will e Alana messi assieme (alla fine non ci vuole molto) e cattura Will per ucciderlo, anzi, trasformarlo, come dice lui. E qui cominciavo a chiedermi “manca ancora mezzo episodio,cos’hanno intenzione di combinare?”. E infatti Will consiglia a Francis di “trasformare” Hannibal al suo posto. In questo modo avrebbe potuto assorbirlo, diventare meglio di lui.

Il piano dell’FBI feat Will è molto chiaro: Francis ha finto la sua morte, adesso noi fingiamo la fuga di Hannibal, in modo che i due si trovino e che l’FBI ammazzi due piccioni con una fava (permettetemi la leggera modifica del modo di dire). Qui, l’unica che si rende conto dell’assurdità e della fallacia del piano è la cara Bedelia che, in una delle sue sedute con Will, lo chiama, tra le altre cose, “ometto incosciente”. Come darle torto! Lei sa che il piano, in sè, non è un problema, ma sa anche che sarà proprio Will a restarne coinvolto, abbracciando, per così dire, il suo lato oscuro. Come sempre, lasciatemi lodare la bravura e la bellezza di Gillian Anderson (per chi ha letto le mie scorse recensioni già sa. Che ci volete fare, i gusti so’ gusti! E poi l’attrice è una donna tanto simpatica, anche se non si direbbe da i ruoli che interpreta).

Nel mentre passiamo a vedere come se la passa Alana. Lei ha praticamente una spada di Damocle che le pende sulla testa (o, almeno, tutti noi fan della serie la pensavamo così) e decide di andare a trovare il povero Chilton, che ormai non ha quasi più nulla di umano. Incrimina Alana per quello che gli è successo, così come ne da la colpa a Will e ad Hannibal. Dovrebbe esserci lei in quella cabina ossigenata, senza labbra, e con il 99% del corpo ustionato. E, ancora, noi fan siamo d’accordo con lui e aspettiamo, trepidando, la sorte della dottoressa Bloom.

Dopodichè, Alana va ad “impiccare” (o almeno, così pensa) Hannibal, riferendogli il piano dell’FBI. Ma la donna doveva aspettarsi che non sarebbe stato così facile: il dottor Lecter, infatti, accetta solo a patto che, a chiederglielo, venga Will e gli chieda “per favore”. Will ribatte con un simpatico “gli dirò anche pretty please”. Non sa a cosa sta andando incontro. O forse lo sa. E’ questa la cosa eccezionale in “Hannibal”, siamo sempre in dubbio su cosa realmente pensino i personaggi. 17c8d98159fe3fc2489a98c6a2d72e7f

Will, così, si reca da Hannibal a spiegargli di nuovo il piano e chiedendogli per favore (la faccia mentre glielo diceva era epica, quasi quanto il sorrisino soddisfatto di Hannibal che, sapeva che Will sarebbe tornato, anche se poche scene prima gli aveva detto addio). Insomma, l’azione di fuga si comincia a delineare ma, lo sapevate tutti, non poteva funzionare: Francis spara a tutti gli agenti di polizia presenti nelle auto e si porta dietro Will e Hannibal, facendoli “alloggiare” in una villa a strapiombo sull’oceano.

Ed è qui che si compie la magia: mentre Will e Hannibal stanno brindando con del vino rosso, Francis spara ad Hannibal. Le due “vittime” si scambiano qualche sguardo di intesa, volto a cercare di sopraffare il Drago, ma riescono solo ad ottenere qualche pugnalata. Non sto qua a descrivervi la scena finale perchè l’avete vista e perchè non sono in grado di mostrarvela con le parole, è stata troppo perfetta, concorderete con me. Dico solo che, alla fine, il gioco di squadra premia: Francis e, con lui, il Grande Drago Rosso, soccombe, lasciando Will e Hannibal soli e abbastanza sanguinanti. Chi aspettava la canonizzazione della Hannigraham ha avuto ciò che voleva: i due si abbracciano, un abbraccio intimo, colmo di amore, rispetto e accettazione. Gli sguardi che i due si scambiano possono solo essere sguardi di devozione, è chiaro anche a me che non sono mai stata una fan della ship, ma, con questa scena, ho dovuto ricredermi: “Hannibal” ha avuto come colonna portante il rapporto tra i due, un rapporto malato, un rapporto distruttivo, ma pur sempre un rapporto d’amore. I due si lasciano cadere (o è Will che spinge entrambi?) dalla scogliera. La frase di Hannibal “questo è sempre quello che ho voluto per noi” è la conclusione perfetta di un cerchio, la frase che tutti stavano aspettando, la frase che delinea, finalmente, il rapporto tra i due.

Perfetto, già da questo momento possiamo osservare due prospettive diverse:

Prospettiva 1, Will non riesce ad accettare di essere come Hannibal, non vuole che il suo lato oscuro lo faccia diventare come lui, non vuole nuocere alle persone che ama e, così, decide di buttare se stesso e Hannibal dalla scogliera, per togliersi di mezzo per sempre.

Prospettiva 2, Will e Hannibal insieme, decidono di lanciarsi da quella scogliera per scappare senza lasciare tracce, per cominciare una vita insieme e per poter essere loro stessi, scappando dall’FBI (tra cui Jack, che ancora li aspetta). 

Ma, ovviamente, non era abbastanza. Dopo i titoli di coda, in perfetto stile Marvel, abbiamo un’altra scena: una tavola imbandita per tre (ripeto, PER TRE), su cui è poggiato un lungo pezzo di carne cucinato ad hoc. A capotavola siede una bellissima Bedelia in abito da sera e scopriamo che il lungo pezzo di carne altro non è che la sua gamba. E anche qui si aprono due prospettive:

Prospettiva 1, Bedelia si è tagliata da sola la gamba, per Hannibal, perchè lo ama e gli è devota, e sta aspettando lui e Will, per iniziare una vita insieme,

Prospettiva 2, Will e Hannibal si sono salvati, sono tornati da Bedelia e Hannibal ha finalmente creato un piatto con lei.

E così si chiude, magistralmente, la serie più bella dell’ultimo decennio. Gli ideatori della serie sono riusciti a portare sullo schermo una tale perfezione (anche con le varie differenze che sono state fatte dall’opera originale) che può benissimo reggere il confronto con l’Hannibal di Hopkins. Attenzione, non migliore, non uguale… anzi, diverso in ogni modo possibile, ma pur sempre eccezionale. L’Hannibal di Hopkins, l’originale, tremendamente spaventoso, subdolo e inquietante, è reincarnato da Mikkelsen in un modo che non credevo possibile, aggiungendo altre sfumature ad un personaggio che non smetterà mai di traumatizzare lettori e spettatori di ogni età. L’opera di Harris avrà altre mille reinterpretazioni, ma quelle di Hopkins e Mikkelsen sono stati dei gioielli del cinema e della tv indiscutibilmente.

A differenza del libro, qui è Hannibal a salvare Will. Sapevamo che sarebbe andata così, ma sappiamo anche che, nell’opera originale, è Molly a sparare a Francis, salvando la pelle a suo marito. Qui le cose si fanno complicate perchè il “vero amore” di Will è senza dubbio Hannibal: ha tentato di scacciarlo, di ignorarlo, perfino di ucciderlo, senza successo, perchè la realtà è che Will ha sempre saputo di appartenere al suo “nemico”. Erano due facce della stessa medaglia e insieme formano un’unica persona. Una persona spaventosa ed invincibile.

Altro piccolo dettaglio, stavolta per la serie tv: quanti di voi anelavano una fine diversa per Alana? Io ho sperato fino all’ultimo secondo di vederla morta o, almeno, mortalmente ferita. Niente, è riuscita a salvarsi la pelle. Ecco come la codardia e l’ipocrisia, anche nella vita reale, riescono a tenerti fuori dai guai.

Non saprei che altro aggiungere per non rovinare questo splendido finale. Sono stati tre anni molto intensi, l’ultimo dei quali ho passato cercando di scrivere qualche pensiero intelligente su questo telefilm, senza successo. La magnificenza dei dialoghi, delle interpretazioni, della fotografia, mi hanno lasciata quasi sempre senza parole, rendendo ogni recensione inutile e approssimativa. Sappiate che l’ho fatto solo perchè ammutolita di fronte alla perfezione. Grazie a chi ha seguito ogni mia recensione e grazie a chi ha avuto il coraggio di continuare. E’ stata un grande esperienza… quindi, adesso,vi dico addio… o forse arrivederci, chissà…