Recensione – Hannibal 3×09 “… And the Woman Clothed with the Sun”

Dopo aver conosciuto Red Dragon nella scorsa puntata, non ci resta, adesso, che comprendere il personaggio, il suo sviluppo, le sue motivazioni. Abbiamo di fronte una persona profondamente disturbata e segnata da traumi indicibili, impossibile spiegare in altro modo il suo modus operandi. L’unico peccato commesso dalle famiglie da egli sterminate era la felicità. Questo ci dice già molto su Tooth Fairy.

Certamente il duo Hannibal-Will saprà come catturarlo. Cominciano, infatti, le loro indagini. Si iniziano a delineare gli aspetti dell’assassino: un uomo probabilmente sfigurato o deforme (visto lo stato in cui erano ridotti gli specchi nelle case delle vittime), un uomo devoto alla luna, un uomo strategico, che ci occupa prima degli animali domestici delle vittime, e poi delle stesse. Hannibal collabora senza minima esitazione perchè, beh Will è “uno di famiglia”. 

Quest’ultimo comincia ad avere i primi, prevedibili, problemi con la ritrovata “amicizia” con il dottor Lecter. Quando incontra Alana non nasconde la sensazione che Hannibal sia uscito dall’istituto insieme a lui, dentro di lui. Comincia a sentirsi come all’epoca, un veicolo attraverso cui Hannibal vede il mondo. O viceversa.

Ma Alana non aspetta la tragedia e va direttamente a trovare il dottor Lecter. Sa come tenerlo in pugno, come costringerlo a “fare il bravo”. O almeno pensa di saperlo. Sfrutta il grande valore che l’uomo da alla dignità. Lo minaccia di portargli via i libri, i disegni, addirittura il wc. Tutto ciò che fa di lui quello che è. Arte, rispetto per se stesso, amor proprio. Hannibal sembra darle corda, ma per quanto non lo sappiamo.

Nel mentre Will visita una delle scene del crimine e ci trova Freddie. Chi non muore si rivede, mai un detto è stato più adatto a questa situazione. La donna non ha lasciato per nulla perdere la vicenda, ha infatti seguito gli avvenimenti anche mentre Hannibal e Will erano in Italia, coniando nomignoli per niente carini. Ancora adesso segue da vicino la storia di Tooth Fairy, con la convinzione che lo psicopatico sia esaltato di vedere il suo “nome” sui giornali, che voglia attenzione mediatica e che, così, farà un passo falso, svelando la sua identità. L’antipatia di Will nei confronti della rossa è palpabile (come dargli torto), ma anche le idee di Freddie sono condivisibili: in fondo sappiamo che ha ragione.

Ma la vicenda più interessante dell’episodio è proprio quella di Red Dragon. Dopo diverse scene in cui si intrecciavano vari filmati, l’uomo si reca in un negozio per comprare della pellicola infrarossi. Deve riprendere qualcosa, e già immaginiamo cosa. Nel negozio fa la conoscenza di una bella donna di colore, cieca, che lo mette a suo agio e gli consiglia cosa comprare e come usare la pellicola. Alla fine la donna lo invita a casa sua, gli offre della torta e cerca di conoscerlo meglio. Lui le piace perchè non mostra compassione e vorrebbe che le parlasse di più. Capisce che c’è qualcosa che non va con il suo modo di parlare, come se avesse avuto un incidente o qualche trauma che gli impedisce di pronunciare bene le parole. Lui sembra affascinato da lei, ma la tiene ancora a distanza, spaventato, forse, da se stesso.

La puntata si chiude con quella che potremmo definire “chiamata alle armi”: il nuovo serial killer chiama Hannibal. Sa che lui può comprenderlo profondamente, può capire cosa sta diventando. Perchè lui si sta trasformando nel “Grande Drago Rosso”.

Puntata difficile da seguire. Come al solito, Hannibal richiede grande attenzione nella visione ma, sopratutto, una mente aperta alle novità e ad i milioni di piccoli accenni, di cose dette e non dette, lasciate lì dagli scrittori. Secondo la mia modesta interpretazione, questo episodio è stato come incentrato sulla famiglia, come se fosse un tema di fondo, un tema accarezzato ma mai preso realmente in mano perchè, diciamocelo, chi in “Hannibal” può davvero parlare di famiglia? Come lo stesso dottor Lecter dice, in uno degli stupendi flashback con Abigail, esistono tanti tipi di famiglie e di amore ed ognuno è diverso dall’altro.

Ci vengono mostrati diversi tipi di famiglie: Hannibal e Will, visti come famiglia sia dal primo che dalla giornalista Freddie; Hannibal e Abigail, che stavano costruendo una loro famiglia; Will e Molly, la quale sostiene suo marito ma, in realtà, non sa a cosa sta andando incontro; la stessa famiglia di Tooth Fairy, vista e non vista, percepita a tratti, una famiglia che sicuramente ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione del mostro.

Abbiamo anche conosciuto la donna vestita di sole. Per la prima volta viene scelta un’attrice di colore, scelta che può sembrare azzardata, in quanto nei libri (e nei film) la scelta di una donna pallida e bionda veniva dalla stessa incapacità di Red Dragon a distaccarsi dalla sua natura, scegliendo una donna identica a quella rappresentata da Blake. Ma Hannibal non è mai convenzionale e questo ci piace sempre. Oltretutto possiamo prenderla come una scelta metaforica: non importa di che colore sia l’attrice, ma il modo in cui la luce la illumina. Sempre molto poetici i nostri scrittori.

L’eleganza di questo episodio è tangibile e riesce a trasformare anche scene profondamente disturbanti in piccoli capolavori. Ogni inquadratura di Red Dragon ci fa cogliere un aspetto nuovo del personaggio che, sappiamo, non smetteremo mai di comprendere, perchè sarà come un puzzle, costantemente in mutazione, anche attraverso gli occhi di Will e gli occhi “interni” della donna cieca appena conosciuta. Questa serie non smette mai di stupire… ma questo lo sapevamo già.

 

  • Zaira Suozzo

    Bella recensione e bellissimo episodio! Seguo ogni minuto pensando che sarà tristissimo quando sarà finita la stagione…
    comunque hai dimenticato la famiglia paradossalmente più “normale” di tutte (è questo il bello di Hannibal): Alana e Margot. In fondo Alana ha portato in grembo il figlio dei Verger, l’ha detto lei stessa 🙂

    • Hai ragione, ho dimenticato la più “normale” fra tutte! Sarà che di “normale” in Hannibal c’è ben poco… Ma auguro ad Alana, Margot ed al “baby Verger” il meglio 😉