Hollywood Actors: c’è chi scende e c’è chi sale

Negli ultimi anni gli attori stanno monopolizzando l’industria cinematografica, quasi quanto le pellicole stesse. I vari Jack Nicholson, Robert De Niro, Al Pacino (che un tempo erano certificato di sicurezza per tutti i registi) sono stati “sostituiti” da una moltitudine di attori che, chi più chi meno, complicano le scelte dei registi.

La selezione degli attori è diventata di primaria importanza per qualsiasi pellicola, che molto spesso viene autoprodotta dall’attore stesso che decide quale ruolo interpretare, acquisendo i diritti cinematografici di un romanzo o di una sceneggiatura.
Proviamo ad analizzare (premettendo che pur con tutta la buona volontà si tratta comunque di un articolo scritto da una persona, che come voi ha i suoi personali gusti) 6 attori che negli ultimi anni sono “saliti” e 6 attori che sono “scesi” nelle gerarchie di Hollywood.

Cominciamo da chi scende:

  • Johnny Depp: Credetemi, per me é uno dei migliori attori in circolazione, però 8 anni sono troppi. Già, perché risale al lontano 2007 l’ultima interpretazione convincente di Johnny, diretto dal genio e amico Tim Burton, durante la quale Depp si trasformò nel barbiere-killer Todd in “Sweeney Todd”, stupendo musical per il quale Depp avrebbe meritato anche l’Oscar. Da allora, con forse l’eccezione di “Nemico Pubblico”, abbiamo assistito a una catastrofe. I vari “The Rum Diary”, “Trascendence”, il quarto “Pirati dei Caraibi” (che non ha nulla a che vedere con la trilogia), “Mortdecai” sono stati come pugnalate per i fan di questo immenso interprete. E con lui anche l’amico Tim Burton è calato, regalando a Depp ruoli tutt’altro che straordinari, come il cappellaio matto in “Alice in Wonderland” e il vampiro di “Dark Shadows”.
    Ovviamente Johnny Depp va solo ringraziato per averci fatto sognare con interpretazioni come “Edward mani di forbice”, nella trilogia di “Pirati dei Caraibi”, nello stupendo “Neverland” e in molti altri film.
    Per cui ti perdoniamo, Johnny, e preghiamo per una tua rinascita.
  • Jim Carrey: attore che piace o non piace. A me piace(va), e molto. Interprete che sa far ridere tutti con le sue espressioni del viso, le quali gli hanno regalato una carriera fulminante. Come non citare pellicole spassossisime come “The Mask”, “Lemony Snicket”, “Bugiardo bugiardo” e “Ace Ventura”. Oltretutto le mie interpretazioni preferite di Carrey sono “The Truman Show” e “Man on the Moon”, che di comico non hanno molto. Quindi attore anche versatile oltre che divertente.
    E allora perché? Perché accettare ruoli ridicoli, dal 2005 in poi, in film orribili come “I pinguini di M.Popper”, “Number 23” e altri “capolavori” del genere?
    Unica eccezione dal 2005 a oggi c’è stata nel 2009 con “A Christmas Carol” diretto dal grande Robert Zemeckis. Unico appunto, era un film d’animazione. Sì, con la fichissima “performance capture” direte voi, ma pur sempre animazione.
    Anche per te, caro Jim, stesso discorso… riprova a farci emozionare ma soprattutto a farci sorridere.
  •   Tobey Maguire: Toc toc… c’è nessuno? Dov’è finito Spider Man? Fu considerato la nuova stella di Hollywood, soprattutto grazie alla convincente trilogia di Spider Man diretta da Sam Raimi. Dopo la trilogia tutti attendono il salto, la definitiva consacrazione, che arriva con “Brothers” film non molto conosciuto ma che eclissa le interpretazioni di Jake Gyllenhaal e Natalie Portman, gli altri protagonisti del film (che in realtà sono molto più talentuosi di Tobey, o almeno lavorano di più) e che gli fa guadagnare la candidatura ai Golden Globe e sfiorare qualla per gli Oscar.
    Ok Tobey, bravo. Ma questo film risale al 2009, da questa data soli 4 film, tra cui “Il Grabde Gatsby”, film visivamente potente ma dal quale Tobey (oscurato da Di Caprio) non ha guadagnato molto.
    Speriamo si sia dedicato alla famiglia almeno. 

 

  • Russell Crowe: Dinanzi ad una delle performance più belle della storia del cinema bisogna solo inchinarsi. Parliamo de “Il Gladiatore“, perfetta interpretazione di Russell Crowe che gli è valsa l’Oscar. “Al mio segnale scatenate l’inferno” è una frase che resterà nella storia del cinema (in Italia grazie alla fantastica voce di Luca Ward). E come non citare “A Beautiful Mind”, interpretazione ottima della biografia del matematico Nash, o altri innumerevoli film. E allora vi chiederete: che cosa ci fa nei “flop”? La risposta è che da circa 10 anni non riesce più ad emozionarci, sia per un peggioramento personale a livello artistico sia per la scelta dei film, pellicole come “Noah”, “Broken City” o “L’uomo con i pugni di ferro” non sono da Crowe, o almeno non ce li aspettiamo da colui che ha interpretato Massimo Decimo Meridio. Neanche l’apparizione in “Les Miserable” l’ha salvato dalla deriva perché surclassato da Hugh Jackman o dalla straziante interpretazione di Anne Hathaway. Ormai l’età non è più quella di una volta ma non è neanche vecchio, perciò non smetto di credere a un miracolo imminente (la prova è l’interpretazione di Robert De Niro in “Il lato positivo”). Ritorno, quello di De Niro, che mi ha emozionato come spero possa fare Crowe.

  • Orlando Bloom: effettivamente non ha la bravura dei quattro sopra citati. In realtà ne ha poca davvero. Però era lecito aspettarsi comunque qualcosina in più. I ruoli nelle saghe di “Pirati dei Caraibi” e “Il signore degli anelli” hanno accresciuto la sua popolarità, ma soprattutto tra le ragazzine. Contento lui…
    Il ruolo di Paride in Troy non lo ha aiutato, sia perché forse un altro blockbuster non era quello che ci voleva, sia perché oscurato da Brad Pitt e soprattutto Eric Bana (attore molto sottovalutato… ma ne parleremo in altri articoli magari). Stesso discorso vale per “Le Crociate” e “I tre moschettieri”, film visti e rivisti.
    Unico appunto personale che ho da fare parlando di Bloom è quello di recuperare un film come “Elizabethtown”, film criticato aspramente ai tempi, ma che a me ha lasciato qualcosa.
    Anche per via di questo film spero vivamente in interpretazioni convincenti di Bloom, il tempo e un pizzico di bravura (non troppa) ci sono.

  • Hugh grant: Attore britannico e modello di eleganza artistica. Vincitore di in golden globe per “4 matrimoni e un funerale” e candidato per 2 pellicole stupende quali “Notting Hill” e “About a boy”, poi… Il nulla piu assoluto. L’artista inglese ha sprecato il suo talento in commedie senza senso dirette per lo piu da Mark Lawrence che ha regalato ad Hugh un proseguio di carriera tutt’altro che brillante. Lo vedremo presto in un film del grande Guy Ritchie (Sherlock Holmes) con la speranza che almeno lui riesca a riabilitarlo.

E ora una passiamo velocemente a gli interpreti in salita:

  • Robert Downey Jr.: che bella storia per questo formidabile attore!
    Problemi di droga e testa matta hanno impedito una carriera lineare a Robert, ma poi il matrimonio con la produttrice Susan sembra averlo reso un altro uomo. E i risultati si vedono, nel 2008 lancio definitivo di una seconda carriera con “Iron Man”, che lo ha portato ad essere conosciuto ai più come Tony Stark. Tre film di Iron Man, due dei The Avengers (più altri?), due film dove interpreta Sherlock Holmes (il primo gli è valso un Golden Globe), una nomination agli Oscar con “Tropic Thunder” (film divertentissimo, ma ricevere una nomination con questo film è straordinario) e altri due film come “Parto col folle” e “The Judge” che hanno fatto il pieno ai bottegini.
    Tutto questo in 7 anni.
    Fantastico!
  • Benedict Cumberbatch: come non citare adesso l’altro Sherlock Holmes per antonomasia, questa volta televisivo. Già perché l’attore inglese ha raggiunto il successo con questa fantastica serie televisiva sull’investigatore più famoso del mondo che però è ambientata ai giorni nostri. Nove episodi (ognuno lungo quanto un film) che hanno reso quest’uomo un’icona. L’essere affascinante lo ha aiutato ma la bravura è innegabile, e ad Hollywood è stato notato. Infatti “La talpa”, “War Horse”, “12 anni schiavo” sono stati la gavetta che lo ha portato prima ad interpretare il villain in Star Trek, interpretazione ottima anche da super cattivo, e poi ad avere la definitiva consacrazione in “The Imitation Game”, biografia del matematico Alan Turing, ruolo che lo ha portato alla nomination agli Oscar 2015. Inoltre progetti cinematografici affascinanti lo aspettano da qui a poco, senza dimenticare la quarta attesissima stagione di Sherlock. Continua così Ben.

  • Ryan Gosling: Qui gli aggettivi sulla bravura di questo talento si sprecano. Non ha sbagliato un film, fa paura.
    Adorabile in “Le pagine della nostra vita”, film romantico e tremendamente bello. Perfetto nel ruolo di professore tossico-dipendente in “Half Nelson”, che gli vale la prima e unica (inaccettabile che sia una) nomination agli Oscar. Straordinario anche in due film d’amore, uno con una bambola (“Lars e una ragazza tutta sua”) e l’altro complicato con una donna vera (“Blue Valentine”). Chiedo scusa per questa sintesi, i film sono bellissimi.
    Fino ad arrivare a quel capolavoro che si intitola “Drive”, film cult entrato nella storia del cinema, e Ryan con esso.
    Perfetto anche in “Crazy Stupid Love”, dove ci mostra la sua duttilità artistica, e per finire cito anche “Le Idi di Marzo” e “Come un tuono”.
    Come ho detto non ha sbagliato un colpo, e lo attendiamo con ansia come regista.

  • Joseph Gordon-Levitt: esempio di attore bambino che non si brucia; uno dei pochi in realtà, ma lui ce l’ ha fatta e con ottimi risultati. “500 Giorni Insieme” è un piccolo capolavoro e il nostro Joseph ha ricevuto con esso la sua prima candidatura ai Golden Globe. Si è ripetuto con “50/50”, con un’interpretazione addirittura superiore. “Looper”, “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno”, “Don Jon”, “Sin” e “Inception” sono altre interpretazioni degne di nota per questo attore bravissimo che attendiamo con ansia nel nuovo film di Robert Zemeckis (Ritorno al Futuro) “The Walk”, nel quale interpreterà un funambolo.

  • Matthew McConaughey: che spreco aver scoperto la bravura di questo attore solo dal 2011! Ebbene si, perché fino al 2009 il nostro Matthew si stava perdendo nell’oblio della mediocrità, con mille commediole sentimentali o film banali. Nel 2011 però, arriva una tripletta interessante: “Bernie”, “Killer Joe” e “The Lincoln Lawyer”. Da lì in poi la sua carriera è divenuta un crescendo, arriva “Mud”, film molto interessante dal regista rivelazione di “Take Shelter”, “Magic Mike”, dove Matthew è l’unico a salvarsi a livello di interpretazione e quindi non solo di spogliarelli. E poi, meritatissimo, arriva l’Oscar per “Dallas Buyer Club”. Negli ultimi anni anche collaborazioni importanti con Martin Scorsese (The wolf of Wall Street) e Christopher Nolan (Interstellar).

  • Bradley Cooper: chi meglio di lui ci offre il più grande esempio di crescita artistica! 3 nomination agli oscar degli ultimi 3 anni parlano chiaro. Tra l’altro in 3 film eccezionali come “Il Lato Positivo”, “American Hustle” e “American Sniper”. Ovviamente non si può non citare la pellicola che l’ha portato al successo nel 2009, parliamo di “Una notte da leoni” che ha dato il via ad una trilogia esilarante in cui Bradley ci ha dimostrato la sua bravura anche in questo genere.

Ecco quanto!

Ovviamente lasciatemi citare il mio attore preferito: Joaquin Phoenix, che per me è l’attore perfetto e per questo inutile da inserire nella cinquina degli attori del momento.
“Walk The Line” (dove canta pure), “Il Gladiatore”, “The Master”, fino ad arrivare a “Lei”. Tutti capolavori che si sono arricchiti con la bravura di questo interprete perfetto.
Oltre Joaquin, però, ho altri attori che mi sono indissolubilmente entrati nel cuore e che per me sono i massimi interpreti della cinematografia mondiale:

  • Jake Gyllenhaal: “I segreti di Brockeback Mountain” e “Lo Sciacallo” le interpretazioni che lo rappresentano e lo inquadrano come il grande attore che è.
  • Michael Fassbender: “Shame”, la sua miglior interpretazione. Trattandosi anche di argomenti particolari come la dipendenza dal sesso. Jamie Dornan e qualsiasi fan di 50 sfumature di grigio guardassero questo film. Ingiustamente non candidato agli oscar per Shame, ha la sua “rivincita” in “12 anni schiavo”, diretto dal “suo” regista Steve McQueen.

 

  • Javier Bardem, attore spagnolo che si e imposto a livello mondiale grazie alla sua interpretazione in “Non è un paese per vecchi”, dove ha interpretato uno dei personaggi più “cattivi” della storia del cinema, paragonabile all‘Hannibal Lecter di Anthony Hopkins. Interpretazione mostruosa anche in “Skyfall” (con un look completamente nuovo) dove interpreta di nuovo un villain.
    Da citare anche le interpretazioni in “Prima che sia notte” e “Mare dentro”, ma soprattutto in “Biutiful” (di Inarritu) a mio parere la sua migliore interpretazione.

 

  • Adrien Brody, attore formidabile, in teoria sarebbe potuto diventare il più bravo attore in circolazione, peccato non abbia sfruttato il suo potenziale, complice una scelta di progetti pessima. L’interpretazione però de “Il pianista” è una delle più belle e commoventi che abbia mai visto. Perfetta anche la sua apparizione interpretando Salvador Dalí in “Midnight in Paris” e memorabile ne “Il distacco”, film sconosciuto ai più, ma che vale la pena vedere. “Grand Budapest hotel” conferma tutta la sua bravura.

 

Ovviamente non ho citato attori come Leonardo Di Caprio e Christian Bale, ormai entrati nella storia del cinema moderno.
Per chiudere, doveroso ricordo a due grandissimi interpreti, premi Oscar, come Heath Ledger e Philiph Seymour Hoffman… nulla da dire sulla loro bravura, ma solo tristezza per averci lasciato così presto.