Containment, la serie auto-conclusiva da recuperare a tutti i costi

Tempo di addio anche per Containment, serie della CW basata sulla serie belga Cordon, creata da Carl Joos. Si conclude, dopo 13 episodi, la storia di una città, Atlanta, piegata da un’epidemia letale. Nonostante i buoni ascolti, la CW fa terminare qui la storia, essendo stata programmata per essere una serie auto-conclusiva. E in effetti il finale c’è, nulla è lasciato al caso, ma il virus di certo non è stato ancora sconfitto, anche se qualche speranza c’è, proprio nell’ultimo episodio.

Quindi, perchè recuperare questa serie? Prima di tutto, essendo una storia auto-conclusiva, non avrete brutte sorprese: nessun finale con cliffhanger, perchè è stata creata proprio per terminare in un determinato modo… se quel modo vi piacerà o meno, poi, sarà un problema vostro. Sì, perchè, purtroppo, vi toccherà abbandonare i personaggi principali in un momento cruciale per la sopravvivenza di Atlanta, cosa che sicuramente non vi piacerà.

In secondo luogo, per i personaggi. I personaggi sono sempre il pilastro di ogni serie tv che si rispetti: se non mi affeziono ai personaggi, è inutile, per me, continuare a guardare le puntate, perchè tanto non mi sentirò mai coinvolta negli eventi, per quanto drammatici siano. E in “Containment” la personalità di ognuno è così curata e precisa che non riuscirete mai ad abbandonare la serie a metà.

Lex Carnahan, ufficiale di Polizia, è l’autorità che tutti vorremmo avere nella nostra città: severo ma giusto, con il pensiero sempre rivolto alla giustizia ma con il cuore devoto ai suoi cittadini. Il suo punto debole è senza dubbio la bella e determinata Jana, rinchiusa all’interno del cordone di sicurezza. La sua storia si incrocia con quella di una giovane coppia in attesa di un bambino e di una coppia più anziana che non potrete non amare, anche se avete il cuore di pietra.

Ma la storia più commovente è, senza dubbio, quella di Jake e Katie: lui poliziotto, lei insegnante con un figlio, rinchiusi insieme all’interno dell’ospedale sotto quarantena, diversi sotto tutti i punti di vista, si ritrovano quasi per caso a fare coppia, prima per dovere, poi per gioco e infine per amore. Ma la loro storia sarà la più dura da digerire e la più difficile da dimenticare.

In questo quadro di amore e devozione, troviamo anche Sabine Lommers, colei che si occupa delle operazioni di soccorso e della quarantena. Inizialmente ha problemi con Lex, poi cominceranno ad andare d’accordo, ma alla fine le loro differenze sulla gestione delle emergenze e le tante bugie di lei verranno a galla, distruggendo un rapporto professionale già abbastanza in bilico.

Insomma, per quanto possa sembrare una serie “post-apocalittica” (o magari “pre-apocalittica”), e nonostante il fatto che ci sia molta azione e molto sangue, i rapporti umani non vengono assolutamente messi in secondo piano; anzi, sono il punto forte di Containment, che potrebbe sembrare già visto, ma alla fine si rivelerà una piacevole scoperta… quindi, vi consigliamo di non perdervelo!

 

 

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  • Roberto T

    scusate, con tutto il rispetto, ma “E in effetti il finale c’è, nulla è lasciato al caso” vi drogate? se volevano fare una serie autoconclusiva n cui il punto era come la città reagiva all’epidemia (mi ha ricordato La peste di Albert Camus, libro che ho adorato e consiglio a tutti)
    ATTENZIONE SPOILER

    non avrebbero dovuto inserire l’elemento complotto (l’epidemia non è stata accidentale) che è stato appena accennato e ci lascia pieni di interrogativi.